Cerca nel blog

mercoledì 19 luglio 2017

CLIMATHON: SFIDA MONDIALE DI IDEE PER UN FUTURO SOSTENIBILE

C'è tempo fino al 1 agosto per iscrivere la propria città alla 'maratona' di 24 ore che selezionerà i migliori progetti per rendere sempre più 'green' i centri urbani di oltre 40 Paesi del mondo

 

Ritorna il 27 ottobre Climathon, la 'maratona' di 24 ore per proporre idee utili a contrastare i cambiamenti climatici e rendere i centri urbani sempre più sostenibili. Le città candidate sono già 79 in oltre 40 paesi, ma c'è tempo fino al 1 agosto per proporsi ad ospitare il Climathon nella propria. Possono candidarsi amministrazioni locali, università, centri di ricerca, enti privati, associazioni, fondazioni. 

Per candidarsi è sufficiente accedere al sito ufficiale e compilare il formulario online: https://climathon.climate-kic.org/register?profile_id=browse.

 

Climathon è promosso da Climate-KIC, la comunità europea pubblico-privata per la lotta ai cambiamenti climatici coordinata in Italia da Climate-KIC Italy, con sede a Bologna. Alla competizione possono partecipare imprenditori, ricercatori, innovatori e studenti universitari, che saranno guidati da un team di esperti nell'elaborazione delle soluzioni ai problemi proposti dalle città che ospiteranno la manifestazione.

 

Tra le città che nel 2016 hanno ospitato il Climathon di Climate-Kic ci sono Venezia, Bologna, Torino e Latina e importanti centri del continente americano (Toronto, Vancouver, NewYork, Miami, Bogotà, Medelin, Santiago del Cile, San Paolo, Recife, ecc.) e asiatico (Honk Kong, Seoul, Bangladesh, Mumbai, Nuova Deli, Bangalore, ecc.). In Europa sono state protagoniste anche Londra, Dublino, Berlino, Francoforte, Zurigo, Parigi, Malmo, Cracovia, Belgrado e altre città.




--
www.CorrieredelWeb.it

Ebola e Deforestazione

Confermato un nesso tra la deforestazione e il virus ebola

Quante volte abbiamo sentito parlare di Ebola, di possibili cause e di rimedi più o meno validi per contrastare l'insorgere di un'epidemia.

Oggi, molti anni dopo il contagio del primo paziente zero, sappiamo molto di più su questo virus e un dato in particolare dovrebbe allarmarci più del dovuto. Analizzando undici pazienti provenienti da diverse aree geografiche dell'Africa, è stato possibile individuare un elemento che sembra accomunare le esperienze di contagio. Tutti i pazienti analizzati, infatti, provengono da zone colpite da un preciso modello di deforestazione frammentata che ha finito per creare confini non regolari tra aree forestate e aree deforestate. 

Il tutto per sottrarre alla natura terreni sui quali edificare o ottenere legname per la realizzazione di mobili. Esiste dunque un legame diretto tra deforestazione e diffusione del virus Ebola che, in precise condizioni, è libero di proliferare con tutte le conseguenze del caso. 



A dircelo è uno studio pubblicato su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature, con il titolo “The nexus between forest fragmentation in Africa and Ebola virus disease outbreaks ”. E questo studio parla italiano! 

Il team è stato infatti coordinato da Maria Cristina Rulli del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano, in collaborazione con Monia Santini della Fondazione CMCC - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, e i ricercatori dell’Università di Massey (Nuova Zelanda) e l’Università di California Berkley (Usa).

Abbiamo già parlato dei danni della deforestazione e di come ogni nostra scelta quotidiana influisca sullo stato di salute dell'ambiente che ci circonda

Adesso la situazione sembra essersi posta su un piano decisamente diverso e dubito che il genere umano sia disposto ad accettare un sacrificio di questa portata. 





martedì 18 luglio 2017

AutoScout24: "Record In Europa per elettriche e ibride. Italia terza nelle ricerche"

Vetture "green": è boom di ricerche in tutta Europa.

Italia sul podio, nonostante l'assenza di contributi all'acquisto. 

Tesla Model S la più ricercata in Europa, in Italia primato della Toyota Auris






Milano, 18 luglio 2017 – Terzi in Europa, ma con un grande potenziale. 

Nonostante in Italia non siano in questo momento disponibili incentivi o contributi per spingere l'acquisto delle vetture a basso impatto ambientale, tranne l'esenzione bollo per le elettriche nei primi cinque anni dall'immatricolazione, le ricerche di questi mezzi nel primo semestre del 2017 sono aumentate del 49,96% rispetto allo stesso periodo del 2016. 

Il dato emerge da un'analisi realizzata sulla propria piattaforma da AutoScout24, il più grande sito di annunci auto in Europa con più di 2,5 milioni di veicoli online.

Secondo lo studio, il Paese più green, automobilisticamente parlando, del Vecchio Continente, è la vicina Austria. 

Oltre le Alpi, infatti, la ricerca di vetture a basso impatto ambientale è schizzata letteralmente in alto, superando la soglia del 100% di incremento. 

Il merito è soprattutto dei 4mila euro di incentivi previsti per l'acquisto di vetture elettriche e di 2mila per le ibride plug-in, oltre alla possibilità di parcheggiare gratuitamente in molte città.

Dietro l'Austria si piazza la Francia, con un aumento nella ricerca di vetture verdi nel primo semestre di quest'anno pari al 61,59% rispetto allo stesso periodo del 2016. 

Anche in questo Paese sono in vigore degli incentivi e, come se non bastasse, il governo ha da poco annunciato che dal 2040 non sarà più possibile vendere auto a benzina o diesel. 

Non è un caso se Renault, tra i brand europei, sia quello che vanta il più elevato numero di vetture elettriche nel proprio listino.

Quarta, immediatamente dopo l'Italia, per incremento delle ricerche di questa tipologia di mezzi, si piazza la Spagna con un balzo del 46,60%. 
MUn risultato davvero soddisfacente se si pensa che anche nel Paese iberico non esistono contributi all'acquisto, ma soltanto la riduzione del 75% della tassa annuale di circolazione in alcune città.

Quinta la Germania che ha fatto registrare un aumento del 36,23%. 

In questo Paese esistono da anni un sistema di incentivi e contributi (4mila euro per le elettriche e 3mila per le ibride plug-in), esportati tra l'altro nella vicina Austria. 

Le stazioni di ricarica sono numerose e bene organizzate, ma l'elettrico deve scontrarsi con lo scetticismo dell'Adac, l'Automobile club tedesco, che sostiene come le vetture prive di motore a scoppio non siano ancora convenienti rispetto a quelle a combustibile fossile, nonostante gli incentivi.


Sesto Paese per incremento di ricerche di auto green è il Belgio con un +31,64 per cento. 

Qui, dal 2016, sono in vigore ecoincentivi anche per le vetture a idrogeno.

Fanalino di coda, strano ma vero, l'Olanda con un aumento delle ricerche nel primo semestre di quest'anno di appena il 13,53% rispetto allo stesso periodo del 2016. 

Un dato che a prima vista suona come paradossale in un Paese che ha annunciato di voler fermare la vendita di nuovi veicoli a combustione già dal 2025 ma che si spiega con il fatto che il boom si è registrato già diversi anni fa.

Sul fronte dei modelli è interessante notare come si stiano imponendo all'attenzione generale le elettriche pure. 

In questo caso non stupisce il buon posizionamento di Tesla che qualche settimana fa ha lanciato l'"elettrica per tutti", la Model 3. 

Intanto la più costosa Model S si piazza al primo posto nelle ricerche di vetture a basso impatto ambientale in ben tre Paesi: Germania, Belgio e Austria. 

Le elettriche pure sono in cima alla classifica nei Paesi che possono godere di incentivi, contributi e di una fitta rete di stazioni di ricarica: in Francia, per esempio, spicca al primo posto la Renault ZOE, mentre la Nissan Leaf è seconda. 

Al terzo posto troviamo un'altra pura, la Tesla S. Nei Paesi in cui il sostegno governativo è ridotto o assente vincono le ibride: in Italia la più ricercata è la Toyota Auris, seconda la Yaris, terza la Lexus Nx. 

In Spagna podio tutto giapponese: prima la Toyota Auris, regina delle ibride, seconda la Lexus Rx, terza la Lexus CT 200.

"Attraversiamo una fase in cui l'interesse per le vetture a basso impatto ambientale è in forte crescita in tutta Europa anche se la presenza di incentivi e soprattutto dei contributi all'acquisto – spiega Tommaso Menegazzo, marketing manager di AutoScout24 Italia - rimane il discrimine fondamentale per il successo delle elettriche pure. 
In generale, però, possiamo affermare che nonostante i volumi di vendita siano ancora bassi, non altrettanto si può dire per il livello di attenzione di produttori e automobilisti nei confronti delle tecnologie 'verdi' applicate all'automotive".


L'AGPI di giugno. 

L'AGPI, l'indice che misura il costo medio di tutte le inserzioni presenti su AutoScout24 (oltre 415mila), ha toccato nel mese di giugno il valore di 14.256 euro, in aumento rispetto a maggio dello 0,5%. 

Per quanto riguarda la classifica delle vetture più ricercate si piazza prima sempre la Golf, seguita da Bmw Serie 3, Audi A3 e Audi A4. 

Quinta la Fiat Panda che precede due modelli della Mercedes, la Classe A e la Classe C e due della Bmw, la Serie 1 e la Serie 5. 

Chiude la classifica un'altra italiana, la Fiat 500 che ha appena compiuto sessanta anni.


A proposito di AutoScout24

AutoScout24 è la più importante piattaforma classified automotive online d'Europa. Consente alle persone di scegliere l'auto dei propri sogni in modo semplice, efficace e stress-free. 

 AutoScout24 permette a dealer e privati di vendere le proprie auto, nuove e usate, attraverso gli annunci pubblicati sul sito. 

Inoltre, AutoScout24 offre a concessionari, Case auto e altri attori del settore automotive, prodotti pubblicitari, come display advertising e lead generation. 

AutoScout24 fa parte del Gruppo Scout24, che opera nei principali mercati online del settore immobiliare e automobilistico in diversi paesi europei.



--
www.CorrieredelWeb.it

BIOGAS PROTAGONISTA DEL FESTIVAL ECOFUTURO. CIB, STRATEGICA SINERGIA CON ALTRE FONTI RINNOVABILI

«Il biogas ha cambiato profondamente il paradigma dell'agricoltura tradizionale, rendendola più sensibile ai temi della sostenibilità e attribuendole un nuovo ruolo nel contrasto ai cambiamenti climatici. 

La digestione anerobica è qualcosa che va oltre la semplice produzione di bioenergie: è un'innovazione in grado di rendere l'agricoltura più innovativa intensificando le produzioni alimentari e assolvendo al contempo le nuove aspettative di tutela ambientale e sociale».

Il biogas, nelle parole dell'intervento di Piero Gattoni, presidente del CIB, è stato al centro dei temi di Ecofuturo, il festival delle eco tecnologie e dell'autocostruzione che si è appena concluso a Padova al Fenice Green Energy Park. Il festival, sviluppatosi attorno all'impegno ecologista di Jacopo Fo, Fabio Roggiolani e Michele Dotti.

Il Consorzio Italiano Biogas ha preso parte ai cinque giorni del festival presentando le buone pratiche dei soci e illustrando i benefici dell'unico settore delle rinnovabili dal quale si possono ottenere più forme di energia: elettricità, biometano e calore. Attualmente agli oltre 1500 impianti a biogas presenti sul territorio italiano corrisponde una potenza elettrica installata di circa 1200 MW. 

Con l'approvazione imminente di un nuovo decreto, il settore della digestione anaerobica potrebbe dar vita a una promettente produzione di biometano. Il testo del nuovo decreto prevede un target al 2022 di 1 miliardi di metri cubi di biometano, sufficiente ad alimentare l'attuale parco di veicoli a gas naturale. 

La produzione potenziale potrebbe spingersi fino a un massimo potenziale di 8 miliardi di metri cubi entro il 2030.

«Al fine di sfruttare il grande potenziale del biogas – spiega ancora Piero Gattoni – si deve immaginate uno sviluppo che ne esalti le peculiarità di flessibilità e programmabilitá. Nel dibattito sulla strategia Energetica Nazionale la digestione anaerobica merita un suo capitolo specifico, che segni una traiettoria in grado di supportare la produzione di Biometano per i trasporti, per il greening della rete del gas e per la cogenerazione, fino allo sviluppo di tecnologie innovative come il power to gas, in grado di convertire la produzione di elettricità è in esubero in gas naturale. Per realizzare questi vantaggi è fondamentale salvaguardare il parco a biogas elettrico dalla fase di uscita dagli inventivi prevista tra il 2022 e il 2027, in aggiunta alla nuova piattaforma di sostegno per il biometano». 

Il biometano è stato uno dei temi portanti della quarta edizione di Ecofuturo. Questo biocarburante avanzato ottenibile dal biogas rappresenta il vettore, tutto italiano, per la transizione a una nuova mobilità sostenibile e al greening della rete nazionale del gas. A Ecofuturo sono state illustrate la possibilità di intervenire in tempi rapidi sull'abbattimento delle emissioni inquinanti del trasporto pesante: camion, trattori ma anche navi. Attraverso tecniche di conversione degli attuali motori diesel in motori dual-fuel con utilizzo di biometano liquido, sarebbe possibile ridurre drasticamente l'impatto ambientale del trasporto pesante senza la necessità di rinnovare il parco mezzi esistente.

«Il settore del biogas – prosegue Piero Gattoni – deve lavorare insieme a quello della mobilità elettrica. La sinergia è fondamentale per massimizzare i risultati attesi. Ecofuturo rappresenta uno spazio importante per mettere in collegamento esperienze e mondi che operano per ottenere obiettivi comuni. L'approccio innovativo di Ecofuturo risiede nell'accettare le sfide tecnologiche e declinarle a sostegno di un futuro più sostenibile e attento alle interrelazioni sociali. Noi con il Biogasfattobene abbiamo accettato questa sfida».


--
www.CorrieredelWeb.it

lunedì 17 luglio 2017

CARBON FOOTPRINT, GRUPPO CAP CERTIFICA LE PROPRIE EMISSIONI (E PROSEGUE NELL'IMPEGNO PER RIDURLE)

Tutti i programmi per rendere sempre più sostenibile la gestione del servizio idrico. 

In arrivo anche nuovi boschi urbani per compensare le emissioni generate dai cantieri. I progetti di Gruppo CAP. 

Dalle emissioni generate dai depuratori a quelle delle auto aziendali impiegate dai tecnici per la manutenzione di acquedotti e reti fognarie, dai consumi energetici alla CO2 emessa da uffici, laboratori e impianti del gruppo: un lavoro certosino, quello portato avanti da Gruppo CAP, l'azienda pubblica del servizio idrico metropolitano che ha deciso di mettersi alla prova e di contare, anzi rendicontare e far verificare a un ente esterno, le emissioni di gas effetto serra, per calcolare la propria carbon footprint, l'impronta di carbonio.

"Il nostro impegno nel migliorare la qualità del servizio idrico è costante anche dal punto di vista dell'impatto ambientale, commenta Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP. Impieghiamo già esclusivamente energia da fonti rinnovabili per le nostre attività, ma vogliamo fare ancora di più, con progetti concreti di economia circolare e cercando, anno dopo anno, di sviluppare programmi di sostenibilità sempre più ambiziosi".  

Il risultato dell'analisi della carbon footprint non è solo un numero (91.698 tCO2e per il 2016), ma un'intensa politica di sostenibilità che parte dall'analisi dell'impatto ambientale generato dalle attività del Gruppo nello scorso anno, per arrivare a programmare interventi e azioni di efficienza energetica e per impegnarsi nell'adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici.

Primo passo, appunto, calcolare la propria carbon footprint e ottenere la certificazione delle emissioni in atmosfera: una certificazione volontaria che non è prevista tra gli obblighi di legge per i gestori del servizio idrico, ma che Gruppo CAP ha scelto di effettuare con la consulenza di RINA, uno dei principali enti certificatori riconosciuti sul mercato.

Il totale delle emissioni di gas a effetto serra generate da Gruppo CAP per l'anno 2016 è appunto pari a 91.698 tonnellate di CO2 equivalente, in linea con il valore del 2015. La certificazione è un anello importante della politica ambientale dell'azienda idrica, riassunta nel Bilancio Ambientale 2016, che nelle prossime settimane verrà presentato dal Gruppo per rendicontare le proprie attività.

Un impegno a 360 gradi che include lo sforzo per contenere le emissioni di CO2: già nel 2016 il 47% dell'energia impiegata proveniva da fonti rinnovabili, anche autoprodotte dall'azienda, per esempio grazie alla produzione di 3.417.690 kWh negli impianti a biogas realizzati nei depuratori di Bresso e Peschiera Borromeo. E da gennaio 2017, grazie ai risultati della gara d'appalto indetta l'anno scorso insieme alle altre aziende pubbliche lombarde del servizio idrico riunite nella Water Alliance, il 100% dell'energia acquistata da Gruppo CAP è certificata green e proviene da fonti rinnovabili.

Tra le iniziative più recenti spicca il progetto per la carbon neutrality degli appalti, già partito nella zona Est dell'area metropolitana di Milano: lo scopo è ridurre l'impatto ambientale dei cantieri compensando la CO2 prodotta nelle attività lavorative grazie alla piantumazione di nuovi alberi, fino a far nascere un vero "Bosco CAP" nei comuni del Milanese.

Il progetto prevede azioni concrete a carattere locale, a partire dalla piantumazione e dalla cura di nuovi alberi nei comuni coinvolti dai principali cantieri dell'azienda idrica. Gli interventi di piantumazione raccolgono le raccomandazioni dell'UNFCC, la Convenzione Quadro delle nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.

"Anche nelle strategie di adattamento al cambiamento climatico, il nostro punto di riferimento è la dimensione locale, il nostro territorio – spiega il presidente di Gruppo CAP Alessandro Russo –. I nostri cantieri sono indispensabili per garantire un servizio idrico efficiente e potenziare le reti di acquedotto e fognatura. Questo genera inevitabilmente costi ambientali che però possiamo compensare realizzando appalti sostenibili e carbon neutral: un progetto molto concreto, con l'obiettivo finale di migliorare la qualità della vita in linea con i Sustainable Development Goals, gli obiettivi di sviluppo sostenibile del Millennio indicati dalle Nazioni Unite (in particolare per l'Obiettivo 11 che mira a rendere le città e gli insediamenti umani più inclusivi)".

Il progetto è stato avviato da Gruppo CAP in collaborazione con il raggruppamento di imprese che si è aggiudicato l'appalto, composto dall'Impresa Edile Artifoni spa e dal Consorzio Imprese Riunite Geos, che hanno inserito la proposta di compensazione come elemento qualitativo dell'offerta di partecipazione alla gara per la manutenzione delle reti fognarie.



--

www.CorrieredelWeb.it

Viessmann: al via la nuova inziativa ArchiEnergy Project, la progettazione virtuosa e sostenibile


Al via la nuova iniziativa Viessmann, volta a coinvolgere gli studi di architettura sul tema dell'efficienza energetica

Viessmann ha fatto della sostenibilità uno dei suoi valori-cardine, un impegno preso con i suoi partner e con i clienti.
Da queste premesse prende vita l'iniziativa ArchiEnergy Project - il nuovo progetto per la promozione trasversale della progettazione sostenibile ed efficiente - ideata dall'azienda in collaborazione con il giornalista Giorgio Tartaroesperto didesign e architettura, che coinvolge la rete dei Partner per l'Efficienza Energeticala folta schiera di professionisti consigliati da Viessmann.

ArchiEnergy Project si pone l'obiettivo di mettere in risalto quei professionisti dell'architettura che hanno realizzato interessanti progetti in ambito residenziale o commerciale. Una serie di interviste realizzate da Giorgio Tartaro metterà in luce le scelte fatte da ciascun architetto e progettista, partendo dalle esigenze dei committenti ed evidenziando come il tema dell'efficienza, del comfort e del risparmio energetico si possano oggi fondere in modo armonioso ed equilibrato con soluzioni innovative e performanti.

Le interviste saranno poi pubblicate sui i canali ufficiali Viessmannsia web che social, al fine di promuovere il lavoro di squadra e la realizzazione di progetti che siano in grado di soddisfare le richieste del cliente e che, al tempo stesso, rispettino il mondo che ci circonda, producendo il minimo impatto possibile su di esso.

I Partner per l'Efficienza Energetica Viessmann diventano in questo scenario dei veri e propri consulenti di sistemi efficienti, in grado di affiancare l'architetto nella scelta della soluzione migliore in termini di comfort, sicurezza, garanzia di funzionamento nel tempo, assistenza e integrazione estetica.

Il Progetto partirà da Roma oggi, 17 luglio,presso la Casa dell'Architettura, ospitata nel suggestivo scenario dell'Acquario Romano, per poi proseguire in altre città italiane.



--
www.CorrieredelWeb.it

E.ON: 4 italiani su 10 sarebbero disposti ad investire in soluzioni energetiche più efficienti e sostenibili

Se avessero a disposizione un'ingente somma di denaro da spendere per la propria casa, quasi 4 italiani su dieci (37%) la impiegherebbero per aggiornare ed ottimizzare le soluzioni energetiche adottate, in modo da migliorarne l'efficienza. 

È quanto emerge dalla ricerca "Living in Europe" condotta da E.ON attraverso Kantar Emnid per analizzare i comportamenti legati alla vita domestica della popolazione di alcuni Paesi europei ed approfondire le modalità di utilizzo dell'energia, degli elettrodomestici e delle tecnologie.

La ricerca ha coinvolto 8.000 persone tra Italia, Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Svezia, Turchia e Ungheria, che hanno espresso la propria opinione in merito ai benefici delle tecnologie in uso a casa propria, alla tipologia di investimenti per la propria abitazione, e alle tecnologie con il maggiore potenziale di sviluppo.

Tutti gli intervistati residenti negli 8 Paesi presi in esame confermano che, avendo una somma a disposizione da spendere per la propria abitazione, sarebbero inclini ad investire nell'ottimizzazione delle soluzioni energetiche utilizzate, con l'obiettivo di migliorarne l'efficienza e ridurre i consumi.
A dare questa indicazione anche il 37% degli intervistati nel nostro Paese, una percentuale superiore alla media europea (26%), così come emerso in Ungheria (51%) e Romania (34%).

L'acquisto di prodotti di arredo di design è invece al primo posto per il campione intervistato in Repubblica Ceca (39%), Germania (27%) e Svezia (31%) e Turchia (31%), mentre per gli italiani questa opportunità di investimento è preferita dal 21% degli intervistati, leggermente al di sotto della media (25%).

L'87% degli italiani afferma inoltre che gli apparecchi tecnologici presenti all'interno delle proprie abitazioni hanno reso la vita più semplice rispetto a quanto accadeva 10 anni fa, con una percentuale superiore alla media europea (72%). In linea con la media degli altri Paesi, invece, il dato che analizza come si sono evolute le tecnologie nel corso degli anni: per il 69% degli italiani si è verificato un incremento della sostenibilità e dell'efficienza energetica dei propri apparecchi domestici. 

Per quanto riguarda invece le previsioni per il futuro, il 45% degli italiani afferma che la mobilità elettrica sarà protagonista di uno sviluppo importante, al punto che nei prossimi 10 anni le auto elettriche supereranno in numero quelle a combustione: una indicazione in linea con quanto espresso dai cittadini residenti negli altri Paesi presi in esame (media 45%).

Anche la disponibilità di Wi-Fi gratuito è ritenuta molto probabile, e secondo il 44% degli intervistati nei prossimi dieci anni potrà coprire tutto il territorio nazionale; tuttavia, in questo caso Italia e Repubblica Ceca si differenziano con una percentuale molto più bassa (28%) rispetto agli altri Paesi.

Per quanto riguarda lo sviluppo delle fonti rinnovabili, per il 20% degli italiani esse costituiranno la fonte primaria per l'approvvigionamento di energia elettrica: una percentuale sotto la media europea (29%) e decisamente inferiore rispetto a quanto registrato in Paesi come Germania (43%), Svezia (35%) e Turchia (39%).

In linea con il proprio approccio basato sulla vicinanza e sull'attenzione nei confronti dei consumatori, E.ON con Kantar Emnid ha inteso indagare anche altri aspetti dei comportamenti domestici e della considerazione dei cittadini degli otto paesi considerati in materia di energia e tecnologie, con lo scopo di ottimizzare la propria offerta di soluzioni innovative in linea con le esigenze e le aspettative dei propri clienti.



--
www.CorrieredelWeb.it
Google
 


Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.


Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.


L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.


Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.


Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.





Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License






CorrieredelWeb.it è un'iniziativa di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista




indirizzo skype: apietrarota



CONTATTI