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venerdì 19 gennaio 2018

Mobilità. Treni, Piemonte: dopo l’emorragia di pendolari si vedono i primi timidi segnali di ripresa

 

Legambiente presenta Pendolaria: per la prima volta dopo sei anni cresce il numero di coloro che prendono il treno in Piemonte. Ma pesano ancora i tagli degli anni scorsi

Treni, Piemonte: dopo l'emorragia di pendolari si vedono i primi timidi segnali di ripresa


L'emorragia di pendolari in Piemonte si è fermata e l'anno appena concluso, per la prima volta dopo sei anni, ha visto per i treni regionali un timido segno più. Nel 2017 sono state in media 167.556 le persone che ogni giorno hanno preso un treno nella nostra regione, in lieve crescita rispetto al 2016 quando si fermavano a quota 165.000 mila. 

Numeri ancora molto lontani dai 205.400 viaggiatori del 2011, anno in cui sono state cancellate 14 linee cosiddette "minori", con un taglio complessivo del servizio dal 2010 al 2017 del 4,9% e un contemporaneo aumento delle tariffe del 47,3%. Si attestano invece ad un misero 0,05% del bilancio regionale gli stanziamenti per il servizio ferroviario, appena 5,09 euro per abitante all'anno, contro una media nazionale dello 0,35%.

A fotografare la situazione del trasporto ferroviario è Pendolaria, il Rapporto annuale di Legambiente presentato oggi a Roma che analizza nel dettaglio numeri e storie di un'Italia a due velocità e le varie disuguaglianze che ci sono nel Paese. Ai grandi successi dell'Alta Velocità maturati in questi anni -ampia offerta di treni tra Salerno, Roma, Firenze, Bologna, Milano, Torino e Venezia e un aumento dell'offerta in meno di 11 anni pari al 435%-, si affianca una situazione del trasporto regionale che rimane difficile, anche per via della riduzione dei treni Intercity e dei collegamenti a lunga percorrenza (-15,5 dal 2010 al 2016) con un calo del 40% dei passeggeri e la diminuzione dei collegamenti regionali (-6,5% dal 2010 al 2016).

"I dati di quest'anno, pur confermando l'emorragia di pendolari che il Piemonte ha vissuto a partire dal 2011 per la scellerata scelta di chiudere ben 14 linee ferroviarie, fanno finalmente intravedere qualche primo timido segnale di ripresa, ma la strada da fare per recuperare i circa 40 mila pendolari persi negli anni scorsi è ancora molto lunga -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta-. Per questo chiediamo all'assessore Balocco un ulteriore impegno per rilanciare le ferrovie regionali anche come strumento utile al miglioramento della qualità dell'aria in una regione che soffre endemicamente di smog. In tal senso è positivo il recente impegno della Regione a stanziare maggiori risorse per il trasporto ferroviario e a riattivare a fine 2018 la linea Casale Monferrato-Mortara e a metà 2019 la Casale Monferrato-Vercelli. Ora servono tempi certi anche per la riattivazione delle altre linee sospese, partita su cui facciamo appello anche a chi si candida a rappresentare il territorio nel prossimo Parlamento. Bisogna con forza dire basta risorse alle autostrade e alle grandi opere inutili come la Torino-Lione e il Terzo Valico e dare invece priorità al trasporto ferroviario locale e al potenziamento di tram e metropolitane nelle città".

Come emerge dal Rapporto, dove si investe nella cura del ferro il numero dei pendolari cresce e aumenta la voglia di spostarsi in treno. Risultati positivi li troviamo nelle 38 esperienze di successo e buone pratiche del trasporto su ferro segnalate da Pendolaria, tra cui alcune piemontesi: l'elettrificazione della Alba-Bra, che permette di avere collegamenti con Torino ogni ora con treni Taf e Jazz, e la prevista riqualificazione di tutte le stazioni della linea; l'attivazione dal 1° dicembre 2014 del Biglietto Integrato PiemonteBIP, l'innovativo sistema di bigliettazione elettronica che permette di caricare su un'unica tessera i titoli di viaggio e le iscrizioni a diverse tipologie di servizio di trasporto pubblico e mobilità e che ha già visto un notevole successo con oltre 600.000 attivazioni; il sistema ferroviario metropolitano a Torino composto da 8 linee ferroviarie, 93 stazioni servite con 358 collegamenti giornalieri, che prevede di svilupparsi con un'ulteriore linea, la Sfm 5, entro la fine del 2018.

"Cambiare e migliorare la situazione che vivono ogni giorno milioni di pendolari -dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente- è una sfida possibile e deve diventare una priorità, non solo per ridurre differenze e recuperare ritardi, ma perché è un grande investimento per il futuro del Paese. Occorre porsi l'obiettivo al 2030 di raddoppiare il numero di persone che ogni giorno in Italia prende treni regionali e metropolitane, per farle passare da 5,5 a 10 milioni. Si tratta di una sfida alla portata di un Paese come l'Italia che produce oltre che vantaggi in termini ambientali anche positive ricadute occupazionali, legate sia alla costruzione e manutenzione del parco rotabile che alla gestione della mobilità. Se vogliamo cambiare la situazione nelle città italiane -aggiunge Zanchini- dobbiamo rendere competitivo il trasporto pubblico su ferro e la mobilità sostenibile. Le tante storie positive che abbiamo raccolto dimostrano la voglia di cambiamento da parte dei cittadini. La prossima legislatura dovrà affrontare la questione delle risorse per garantire un aumento del servizio, con più treni per dare risposta alla domanda dei pendolari e offrire un'alternativa all'auto, e la realizzazione di nuove linee di metro, tram e ferrovie metropolitane. Perché dal 2002 ad oggi la priorità degli investimenti è andata verso strade e autostrade solo per il 13% alle città, mentre è proprio nelle aree urbane che si concentra la domanda di mobilità delle persone".

Politiche dei trasporti - Dal punto di vista delle politiche intraprese negli ultimi anni, c'è da sottolineare che i cambiamenti portati dal Ministro Delrio stanno dando i loro frutti, con risorse per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario e su gomma nelle città, in un piano metropolitane che permetterà di aprire cantieri in diverse aree urbane, con il ripristino delle detrazioni fiscali per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale e ferroviario, e altri interventi per le ferrovie merci e la sicurezza sulla rete. Da segnalare positivamente c'è anche che finalmente stanno entrano in esercizio nuovi treni, grazie agli investimenti del Governo, di alcune Regioni e di Trenitalia che ha messo in campo l'acquisto di 500 treni regionali.

Finanziamenti statali per le infrastrutture: Restano la nota dolente. Da quanto emerge da Pendolaria, dal 2002 ad oggi i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade e solo per il 13% le reti metropolitane. Se facciamo un bilancio di quanto realizzato in questa legislatura -che nel caso delle infrastrutture è ovviamente frutto di scelte che risalgono alle legislature precedenti- si evidenzia come a prevalere siano ancora le infrastrutture stradali: 217 km di autostrade, a cui si aggiungono altri 1.825 km di strade nazionali e 2.080 km di rete stradale provinciale e regionale, a fronte di 58,6 chilometri di metropolitane e 34,5 km di tram.

Le proposte di Legambiente: Per rilanciare il servizio ferroviario regionale, Legambiente lancia le sue cinque proposte: 1) occorre continuare la cura Delrio con un ruolo più incisivo del Ministero delle infrastrutture e trasporti che deve diventare il regista di una nuova politica dei trasporti in Italia che coinvolga Regioni, Comuni, concessionari e imprese. Il Ministero inoltre deve anche un ruolo di indirizzo e controllo. 2) Più treni sulle linee ferroviarie facendo diventare il servizio ferroviario sempre più competitivo. Per far ciò occorre potenziare nelle città l'offerta lungo le direttrici nazionali e urbane più importanti, dove è più forte la domanda pendolare e nelle aree del Paese, come al Sud, dove è del tutto inadeguata. 3) Dare priorità agli investimenti infrastrutturali nelle città perché è nei grandi centri urbani che si gioca la sfida fondamentale della mobilità italiana, cercando di superare il gap che le separa dalle sorelle europee. 4) Una politica per riportare i treni al Sud, attraverso interventi che permettano di ridurre i tempi di percorrenza e nuovi treni 5) Indirizzare le risorse che ci sono per rilanciare gli investimenti infrastrutturali. Nel bilancio dello Stato esistono infatti le ricorse per un salto di qualità nel servizio ferroviario, perché ogni anno diversi miliardi di Euro vengono destinati ai sussidi all'autotrasporto, dalle tariffe autostradali che continuano a crescere senza controlli per la gestione di opere pubbliche, e da recuperare da investimenti sbagliati in grandi opere e cantieri autostradali e dal bilancio delle Regioni che devono scegliere di rilanciare il trasporto su ferro.



Petroliera iraniana affondata nel Mar Cinese: tempestività, monitoraggio e tecnologia per affrontare la bonifica e limitare i danni ambientali.

Milano, 19 gennaio 2018 - A pochi giorni dall'affondamento della petroliera iraniana al largo del Mar Cinese Orientale, si cercano ancora i dispersi e si teme profondamente per l'ambiente. 

Commenta l'accaduto la dott.ssa Emanuela Sturniolo, amministratore delegato di Stantec – multinazionale leader nella progettazione ingegneristica e architetturale e negli interventi di risanamento ambientale – geologo e project manager della bonifica della petroliera Haven al largo della costa ligure, conclusasi nel 2008.

"Le informazioni che ci giungono dai media cinesi ci fanno dedurre che, qualora non si intervenga in maniera tempestiva ed adeguata, si potrebbe verificare un disastro ambientale", afferma Sturniolo. "I danneggiamenti dovuti all'incidente, l'incendio e la natura stessa del carico (136mila tonnellate di condensato ultraleggero diretto in Corea del Sud) costituiscono una concomitanza di condizioni che impone allerta."

"Le maggiori difficoltà in merito alla gestione del prodotto fuoriuscito sono legate proprio alla natura dello stesso. Si tratterebbe, in particolare, di petrolio condensato ultraleggero, che, a causa delle sue caratteristiche chimico-fisiche, presenta un comportamento diverso dal "solito" greggio, richiedendo una gestione particolarmente attenta", sottolinea il dott. Donato Lucadamo, geologo e Senior Project Technical Leader di Stantec, esperto di bonifiche ambientali e contaminazioni da idrocarburi.

Riportiamo di seguito una breve scheda tecnica a cura dei nostri esperti sopra citati.

Il condensato e le sostanze idrocarburiche: cosa succede una volta sversati in mare?

Questo prodotto, infatti, presenta, in generale (sebbene possano esserci differenze anche notevoli tra diversi tipi di condensato), una bassa densità relativa (ossia, galleggia facilmente sull'acqua), un'alta pressione di vapore (ossia, possiede una forte tendenza a evaporare), una bassa viscosità (ossia, ha una forte capacità di fluire) e un basso "punto di scorrimento" (che corrisponde alla temperatura al di sotto della quale il prodotto non fluisce più; questa proprietà permette al prodotto di fluire anche in condizioni ambientali rigide). 

Queste caratteristiche influenzano fortemente il destino che il prodotto subisce nell'ambiente marino; tutte le sostanze idrocarburiche, infatti, sono soggette a fenomeni degradativi (ovvero ad azioni chimico-fisiche e/o biologiche, che influenzano la diffusione e dispersione della contaminazione delle matrici ambientali ed in parte possono contribuire alla mitigazione naturale degli impatti della stessa), tra cui:

-        Diffusione sulla superficie del mare (viscosità e volume del prodotto, oltre alle condizioni del mare, sono i fattori che più influenzano questo processo; in generale, grossi volumi di prodotto a bassa viscosità tenderanno a distribuirsi su un'area più ampia);
-        Evaporazione (composti molto volatili tenderanno ad evaporare, da un lato riducendo significativamente la massa di prodotto in galleggiamento dall'altro lasciando dietro di sé i residui a più alta densità e viscosità);
-        Dispersione (le onde e le turbolenze sulla superficie del mare causano la rottura del film idrocarburico in gocce di varie dimensioni, che restano in sospensione nella colonna d'acqua; questo fenomeno è particolarmente efficace su prodotti a bassa viscosità, soprattutto in presenza di onde, favorendo l'azione di altri processi come la biodegradazione e/o la dissoluzione);
-        Emulsificazione (attraverso questo fenomeno il prodotto sversato "assorbe" acqua marina, formando un'emulsione, che, in base alle caratteristiche del prodotto, può restare stabile per tempi anche molto lunghi);
-        Dissoluzione (questo fenomeno è poco efficace sugli idrocarburi in generale, in quanto le frazioni idrocarburiche più pesanti sono sostanzialmente insolubili, mentre quelle più leggere, pur essendo almeno parzialmente solubili, evaporano con un tasso molto superiore alla dissoluzione);
-        Foto-ossidazione (gli idrocarburi, sotto la luce del sole, possono reagire con l'ossigeno, cambiando composizione; tuttavia, anche questo processo ha uno scarso effetto sulla riduzione della massa);
-        Sedimentazione (le gocce di idrocarburi possono interagire con le particelle di sedimento, diventando abbastanza pesanti da "affondare" sul fondo marino; questo fenomeno può avvenire anche a seguito di un incendio, che "consuma" i componenti più leggeri);
-        Biodegradazione (nelle acque marine esistono molti tipi di microorganismi capaci di metabolizzare composti idrocarburici, fino a produrre biossido di carbonio e acqua; tuttavia, la loro azione, oltre ad essere influenzata da diversi fattori come tipo di idrocarburo, disponibilità di ossigeno e nutrienti e temperatura, ha una velocità molto variabile, che la rende sostanzialmente un meccanismo efficace a lungo termine).

Al fine di definire l'azione più efficace per la rimozione del prodotto è necessario tenere in considerazione che, a causa dei processi sopra descritti, il prodotto sversato è in continua evoluzione nelle sue caratteristiche chimico-fisiche (a causa dell'azione delle onde, dei microorganismi, della luce solare, ecc.) e risulterà, quindi, necessario pianificare un'attenta osservazione e valutazione delle stesse, monitorandone il cambiamento nel tempo.

Possibili azioni preliminari nel caso della petroliera iraniana
Le azioni preliminari da intraprendere in casi come questo, al fine di definire la corretta strategia di intervento, sono:

1.     Valutazione della quantità di condensato fuoriuscito e determinazione delle sue caratteristiche chimico-fisiche, che, insieme al modello di diffusione/trasporto (vento, correnti, distanza dalla costa, ecc.), possono permettere di definire la migliore strategia di rimozione/contenimento;
2.     Valutazione della quantità di condensato eventualmente rimasto all'interno della nave e di carburante della nave stessa, al fine di predisporre interventi di bonifica sul relitto;
3.     Valutazione di impatto ambientale, al fine di definire le conseguenze della fuoriuscita sull'ambiente (in particolare, sulla fauna) e pianificare una efficace strategia di mitigazione/intervento.
Le principali tecniche di intervento sul prodotto sversato
In generale, quindi, le tecniche di intervento sul prodotto sversato possono essere raggruppate in tre categorie:
1.     Contenimento meccanico o recupero, che viene generalmente applicato attraverso l'utilizzo di barriere, skimmer (una specie di pompa, che riesce a rimuovere solo l'idrocarburo in galleggiamento sull'acqua), materiali assorbenti naturali o sintetici;
2.     Metodi chimici o biologici come agenti disperdenti o gelificanti;
3.     Metodi fisici come pulizia con materiali assorbenti, lavaggi ad alta pressione, rastrellamenti e scavi.
Una valutazione a parte, meriterà, in un secondo momento la strategia di intervento per la successiva rimozione del prodotto rimasto all'interno della nave e per la bonifica del relitto.
Stantec e la divisione "Emergency Response"
La divisione "Emergency Response" di Stantec è specializzata nell'offrire supporto tecnico in caso di incidenti ed emergenze nel settore petrolifero, occupandosi principalmente della gestione del prodotto fuoriuscito e della valutazione dell'impatto ambientale. E' intervenuta nella gestione di alcuni dei principali disastri ambientali degli ultimi anni, ad esempio l'incidente della petroliera Haven al largo della Liguria e quello della piattaforma di perforazione Deepwater Horizon che riversò milioni di barili di greggio nel Golfo del Messico nel 2010.
Box -  La petroliera Haven
La superpetroliera Haven, della portata di oltre 200mila tonnellate, naufragò nel 1991 al largo di Arenzano a seguito di un grande incendio scoppiato a bordo che causò la combustione del greggio trasportato e lo sversamento di migliaia di tonnellate di petrolio nel mare. Il relitto affondò ad una distanza dalla costa di circa 1,5 miglia (2,7 km circa), adagiandosi (tuttora) su fondali intorno agli 80 metri. Stantec fu incaricata dal Ministero della Marina Mercantile di realizzare i primi interventi per la messa in sicurezza e la bonifica del relitto, occupandosi successivamente del piano della caratterizzazione, caratterizzazione del relitto, progetto preliminare e progetto definitivo di bonifica. Dopo aver sviluppato i livelli di approfondimento tecnico necessari per la realizzazione dell'intervento di bonifica, Stantec fu incaricata dalla Regione Liguria di effettuare la sorveglianza e il controllo dei lavori, attività che comportavano la presenza giornaliera e costante sul cantiere di almeno un membro dell'ufficio di sorveglianza e controllo per tutte le 24 ore. I lavori di bonifica si sono conclusi nel 2008.

Box – L'incidente della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico
La piattaforma di perforazione Deepwater Horizon, gestita dalla BP, venne coinvolta in un incidente gravissimo nel 2010 quando, durante le operazioni di scavo di un nuovo pozzo in profondità, si verificò un'esplosione e la conseguente fuoriuscita di milioni di barili greggio dal fondale marino, che contaminarono l'ecosistema costiero circostante. Il team di ecologia e risanamento ambientale di Stantec partecipò al progetto di rimozione dello sversamento e di risanamento ambientale, verificando e vigilando che gli interventi rispettassero la normativa e fossero espletati con il minore impatto possibile sul patrimonio naturale e culturale circostante.

Box – L'incidente di Refugio State Beach in California

Nel 2015, la condotta di un oleodotto situato a nord del parco Refugio State Beach in California, si ruppe e causò lo sversamento di oltre 400mila litri di greggio nell'Oceano Pacifico e lungo le spiagge circostanti. Stantec fu incaricata dell'attività di raccolta dati per il Natural Resource Damage Assessment (NRDA), un programma che prevede la valutazione dei danni a carico delle risorse naturali e socio-economiche e nel fornire assistenza per stabilire un programma di recupero ambientale in collaborazione con l'Ente regolatore. Stantec ha anche monitorato le attività di bonifica del suolo coinvolto nello sversamento e di pulizia delle spiagge e della scogliera retrostante.

Stantec – profilo aziendale

Il Gruppo Stantec, grazie ad un'organizzazione di circa 22,000 persone distribuite in oltre 400 uffici, può contare su una vasta gamma di competenze indispensabili per lo sviluppo di progetti nei settori dell'acqua, dell'ambiente, dell'energia e delle infrastrutture. I nostri team di architetti, ingegneri e consulenti curano tutte le fasi progettuali da quella preliminare a quella di costruzione e messa in opera, riuscendo a creare una perfetta armonia tra creatività, esigenze della comunità in cui si opera e relazione con il cliente. Questa esperienza si basa su quasi 200 anni di storia in cui la Società ha realizzato alcune delle più importanti infrastrutture idriche al mondo, salvaguardando l'acqua, una delle risorse naturali più preziose per la nostra economia e per la nostra vita. La presenza sul territorio e le relazioni consolidate a livello locale, insieme all'esperienza globale, permettono a Stantec di risolvere in modo più creativo e personalizzato qualunque sfida che il mercato proponga. Il Gruppo Stantec è quotato nelle borse di Toronto e New York (TSX e NYSE con il simbolo STN). Il Gruppo è presente in Italia dal 1973, dove ha operato attraverso la società MWH S.p.A. fino al 2017, quando è divenuta Stantec S.p.a. a seguito dell'acquisizione globale di MWH da parte di Stantec.
Il motto di Stantec è "Design with community in mind".



CLIMA: WWF, OCCORRE UNA MOBILITAZIONE STRAORDINARIA CONTRO RISCALDAMENTO GLOBALE - 2017 ANNO PIÙ CALDO MAI REGISTRATO SENZA FENOMENO ‘EL NINO’

CLIMA: WWF, OCCORRE MOBILITAZIONE STRAORDINARIA CONTRO RISCALDAMENTO GLOBALE.

2017 ANNO PIÙ CALDO MAI REGISTRATO SENZA FENOMENO 'EL NINO'.



Oggi l'Organizzazione Metereologica Mondiale e le maggiori istituzioni scientifiche hanno confermato che il 2017 è stato il secondo anno più caldo mai registrato (parimeriti con il 2015), e il più caldo senza il fenomeno de El Nino. Il 2016 l'anno più caldo (1,2°C sopra I livelli dell'era preindustriale).

La temperatura media globale nel 2017 e nel 2015 è stata di 1,1°C sopra I livelli dell'era preindustriale. Ormai siamo di fronte a colpi di cannone, non più campanelli d'allarme. I dati sulla temperatura globale, insieme a quelli sulla tendenza degli ultimi decenni, sui fenomeni estremi (uragani, siccità) e sulla fusione del ghiaccio Artico e molti altri, preoccupano l'opinione pubblica e gli attori economici, come dimostrano anche i dati resi noti al World Economic Forum.

E ancor di più preoccupano i climatologi. Secondo il WWF sarebbe folle e immorale non reagire con una immediata mobilitazione dei governi per imprimere una svolta straordinaria all'azione sul clima, con impegni e iniziative di riduzione delle emissioni che vadano ben oltre quelli già stabiliti.
È necessario fare il possibile, e anche molto di più, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C: ogni incremento ulteriore potrebbe comportare la distruzione di ecosistemi, perdite e sofferenza di persone e comunità, lo stravolgimento del pianeta come lo conosciamo.




CorrieredelWeb.it

ENERGIA, M5S: "MARCHIONNE CAMBIA IDEA, FUORI TEMPO. CON NOSTRO PROGRAMMA ITALIA 100% RINNOVABILE"

ENERGIA, M5S: "MARCHIONNE CAMBIA IDEA, FUORI TEMPO. CON NOSTRO PROGRAMMA ITALIA 100% RINNOVABILE"

Roma, 19 gennaio 2017 - «Risuonano ancora nell'aria le risate per le frasi pronunciate qualche mese fa da Sergio Marchionne, numero uno di Fca, secondo cui l'auto elettrica non aveva futuro, addirittura è "una minaccia all'esistenza stessa del nostro pianeta", aveva detto, ed eccolo rimangiarsi tutto annunciando: "Entro il 2025 la metà del mercato dell'auto sarà ibrido o elettrico". 

Nel frattempo la Norvegia annuncia che nel 2040 ci saranno solo voli elettrici per le tratte breve  interne. Una rivoluzione che non è irraggiungibile, ma non con gli attuali governi: negli striminziti programmi elettorali di destra e centrosinistra non c'è un piano energetico ma solo due frasi slogan buttate là per ri-promettere idee che non hanno mai e poi mai perseguito con i loro governi»: è il commento dei parlamentari del M5S delle Commissioni Attività produttive, Trasporti e Industria di Camera e Senato. 

«Con il MoVimento 5 Stelle al governo cambierà aria. Nel programma energia del Movimento 5 Stelle è prevista una fase di transizione che punta sulla conversione elettrica per traghettare il Paese verso un futuro che sarà 100% rinnovabile. Il 2050, questa la data che abbiamo definito, l'Italia potrà dire addio alle fonti fossili. Solo se al governo ci sarà il MoVimento 5 Stelle», concludono i parlamentari pentastellati.

mercoledì 17 gennaio 2018

Torna “Fare i conti con l’Ambiente”, dal 16 maggio a Ravenna!


Save the date: torna "Fare i conti con l'Ambiente", dal 16 maggio a Ravenna!

Grandi opportunità formative per 100 giovani neolaureati con il Progetto G100!

Ravenna, 17 gennaio 2018 - Fare i conti con l'ambiente di nuovo in pista con l'edizione 2018: il festival formativo ravennate si terrà infatti dal 16 al 18 maggio.

Un'importante conferma per un evento che, lentamente ma inesorabilmente, si è imposto come momento di riflessione a livello nazionale su tematiche tecniche e di scenario del comparto rifiuti, acqua ed energia.

Tre giorni di incontri, di formazione e informazione, di approfondimenti e conoscenza sulle nuove tecnologie e sui processi industriali, coniugando cultura e solidarietà ed offrendo eventi d'arte e spettacolo. Approfondimenti tematici sviluppati in collaborazione con reti esterne (associazioni, enti ed aziende), con il contributo del mondo delle università, dei ricercatori, dell'impresa, dei mass-media e del no-profit dedicati sia al mondo tecnico amministrativo sia ai cittadini.

Grande il valore formativo della manifestazione, con 4 Scuole di Alta Formazione: Fare i conti con l'ambiente ospita infatti la sesta edizione del Corso Residenziale di Alta Formazione sulla Bonifica dei siti contaminati: obiettivo del corso è fornire un aggiornamento tecnico-scientifico e normativo sulle tematiche connesse alla caratterizzazione dei siti contaminati ed alla selezione e progettazione degli interventi di bonifica.

Si conferma anche la Scuola di Alta Formazione sulla Gestione dei Rifiuti (4^ Ed.) che, partendo dalla formulazione normativa, analizzerà tutti gli aspetti operativi, il ruolo, le criticità e le responsabilità di ogni operatore della filiera (produttore - trasportatore - destinatario - intermediario), il tutto connotato da un approccio pratico a cui contribuiscono i case history presentati da esperti della materia.

Secondo anno per la Scuola di Alta Formazione sulla Gestione dei Sistemi Idrici, con l'obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti operativi per la gestione dei sistemi idrici, dalla redazione dell'analisi delle performance, alla verifica degli interventi di ottimizzazione, alle tecniche di monitoraggio.

La novità 2018 è rappresentata dalla Scuola sui Servizi Pubblici Locali dove saranno affrontate le rilevanti novità che sono intervenute nel corso del 2016 e 2017, tra cui la riforma dei Contratti Pubblici (DLgs. 50/2016, integrato da Correttivo 2017) e la riforma delle Società a partecipazione pubblica (DLgs.175/2016, integrato da Correttivo 2017). 

Parlare oggi di Servizi Pubblici Locali significa anche illustrare le rilevanti modifiche dei modelli gestionali, intervenute in particolare con il D.Lgs. 175/2016, sia per quanto riguarda il  nuovo modello di affidamento in house, sia per quanto attiene al nuovo modello di società mista, a partecipazione pubblico - privata.

Il grande valore formativo dell'evento non si ferma, però, qui: labelab, organizzatore dell'evento, lancia infatti il Progetto G100 – Formazione senza barriere, per offrire opportunità di formazione e relazione per 100 giovani neo-laureati nel corso dei prossimi 5 anni. 

Per il 2018 verranno messi a disposizione 20 posti gratuiti all'interno delle 4 scuole di Alta Formazione previste nel corso di Fare i Conti con l'Ambiente. Per partecipare è sufficiente osservare la seguenti procedure:
  • La domanda può essere effettuata direttamente online nel sito http://www.labelab.it/ravenna2018/g100/, previo invio della richiesta e consenso al trattamento dei dati personali ex D.Lgs. 196/03 entro il 16 marzo 2018
  • La selezione sarà effettuata entro metà aprile dalla Commissione Interna in funzione del CV di presentazione con focus sul percorso di studi universitari, età.
  • In aggiunta al CV vengono richieste le motivazioni alla base della decisione di aderire a questo tipo di iniziativa o semplicemente l'interesse per i temi dell'economia circolare.

Ricordiamo che Fare i Conti con l'Ambiente significa formazione completa e accreditata per i professionisti con la possibilità di ricevere Crediti Formativi Professionali (in fase di definizione con l'Ordine degli Ingegneri, Geometri, Avvocati, Chimici e molti altri).

La manifestazione si caratterizza come evento sempre attivo grazie alla presenza H24 sul web con blog e social media presidiati con coerenza.

A breve verrà rilasciato il programma generale, disponibile online dal mese di marzo.

«Con la manifestazione, affermano Giovanni Montresori e Mario Sunseri -  Direttori dell'evento,  vogliamo dare un piccolo contributo alla costruzione della conoscenza e del capitale umano per cogliere tutte le opportunità della "green economy" attraverso un nuovo approccio alla formazione e allo sviluppo che coinvolga in maniera sinergica più soggetti: istituzioni, imprese, mondo scientifico.»



PROFILO MANIFESTAZIONE
Ravenna2018 si conferma una delle manifestazioni "green" più originali del panorama italiano, con un format che miscela contenuti dall'alto valore tecnico-scientifico calati all'interno di un "palcoscenico" particolare come il centro storico di un delle principali città d'arte italiane. Efficace e originale è anche losviluppo "dal basso" dell'iniziativa, con il coinvolgimento di tutti gli attori (istituzioni, associazioni di categoria, imprese, ecc) attraverso la regia di labelab, con un team di professionisti operante nel settore dei rifiuti, dell'acqua, dell'energia. 

Viene mantenuta la struttura delle passate edizioni con una programmazione integrata di Conferenze, Workshop, Labmeeting (Seminari tecnici) ed Eventi Culturali. Sono inoltre ospitate quattro Scuole di Alta Formazione sui Rifiuti, Bonifiche, Sistemi Idrici e Servizi Pubblici Locali organizzate in collaborazione con i principali centri di ricerca italiani ed esteri.

LABELAB
Labelab, società specializzata nei settori del ciclo dei rifiuti, dell'acqua e dell'energia, dal 2001 opera all'interno dei sevizi pubblici locali, svolgendo attività di progettazione e consulenza ambientale, unitamente a servizi specifici di settore. Essi vanno dall'ideazione e gestione di eventi settoriali alla formazione specialistica, dallo sviluppo di software alla realizzazione di portali web, fino al benchmarking per i settori di competenza.

Il laboratorio Labelab, costituito da un team interdisciplinare di professionisti, pone al centro della sua attività varie tematiche ambientali, con particolare attenzione ai seguenti settori: rifiuti, acqua, energia, bonifiche, aria e mobilità. Portatrice di un approccio innovativo e pionieristico, Labelab opera sul mercato italiano da oltre quindici anni sviluppandosi con un crescendo costante e acquisendo dimensioni, know-how specialistico e capacità operative tali da farne un punto di riferimento e una realtà unica nel panorama di settore del nostro Paese.

Nel campo del ciclo dei rifiuti in particolare – nel quale è impegnata sin dalle origini e vanta referenze di grandissimo prestigio – Labelab si è conquistata una leadership ampiamente riconosciuta da operatori ed esperti. Sin dalla nascita, Labelab ha svolto la sua attività di business in modo proattivo e con la massima apertura verso gli operatori dei vari settori, con l'obiettivo di "fare cultura" e di diffondere – nell'interesse di tutti, operatori, istituzioni, clienti, cittadini – le conoscenze acquisite e le esperienze maturate.

Ciò le ha fatto indossare anche i panni di organizzatore di molteplici iniziative "open content", di tipo no-profit, che hanno aggregato un amplissimo network di operatori e che si sono affermate come pietre-miliari nello sviluppo delle conoscenze e delle competenze nel campo ambientale.

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Uno scatto verde - Fatti un "selfie" con l'albero che ami



Pieve Ligure, 17 gennaio 2018 - L'associazione "memorie&progetti" assieme alla Pro Loco di Pieve Ligure organizza il 9 febbraio 2018, nell'ambito delle manifestazioni per l'annuale Sagra della Mimosa, una serata dedicata alla memoria del geografo ambientalista Massimo Quaini, nostro Presidente, scomparso alcune settimane fa.
Per onorare al meglio la serata, oltre a chiedere a molti di portare i loro ricordi e le loro testimonianze sull'impegno del professor Quaini per la salvaguardia e il recupero del paesaggio ligure e italiano, abbiamo pensato di organizzare una rassegna di immagini come sarebbero piaciute a lui, di "selfie" fatti assieme ad un albero.
Ognuno di noi ha uno o più alberi del cuore, o un particolare tipo di albero che sentiamo più "nostro" di altri. Per questo vi chiediamo, in qualunque parte del mondo voi siate, (non importa appartenere al nostro territorio) di inviarci (all'indirizzo "info@creuze.it" o anche qui, nella pagina FB di questo Evento), una foto scattata col "vostro" albero del cuore. Ci serviranno a illustrare la serata al Teatro Massone di Pieve Ligure il 9 febbraio.
L'immagine della rassegna digitale, tratta dal film "Avatar", è particolarmente rappresentativa di un'idea di mondo in cui uomo e natura possano convivere nel reciproco rispetto. Abbiamo giocato con l'immagine della principessa Neytiri prestandole un cellulare per farsi un selfie col suo "albero casa", sacro e vitale per tutto il pianeta blu. Pensiamo che a Massimo sarebbe piaciuta molto questa commistione di fantasy e reale per ricordare il suo impegno quotidiano. Proteggere la Terra è un compito che ci è stato affidato dalla nostra Costituzione (articolo 9), dalla Legge del territorio, e poi dal Vangelo, dal Papa, da tutte le religioni...
Aspettiamo le vostre immagini, entro il 5 febbraio!
Ah, non si vince niente!  Ma cercheremo di dare la maggior visibilità possibile alle foto più belle, stravaganti, commoventi, semplici, divertenti...
Ovviamente siete tutti invitati alla serata del 9 febbraio 2018 al Teatro Massone di Pieve Ligure
Grazie e buoni scatti verdi!




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domenica 14 gennaio 2018

L’intelligenza artificiale esplora il clima e trova conferme e novità

In una ricerca dell'Iia-Cnr, pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, reti di neuroni artificiali – che apprendono il funzionamento del sistema climatico dai dati osservati nel passato – confermano le azioni umane come causa principale del riscaldamento globale recente e conducono a nuove scoperte sui cambiamenti climatici dell'ultimo secolo

Le applicazioni dell'intelligenza artificiale (IA), sia in ambito scientifico che tecnologico, sono molto numerose. Pochi, tuttavia, si aspetterebbero che l'IA possa aiutarci a comprendere le origini di un problema attuale e pressante come quello dei cambiamenti climatici. 

Una ricerca recente dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr), pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature e condotta in collaborazione con l'Università di Torino e l'Università di Roma Tre, ha mostrato come modelli di reti di neuroni artificiali (le cosiddette reti neurali) siano in grado di 'comprendere' i complessi rapporti tra i vari influssi umani o naturali e il comportamento climatico.

"Il cervello di un bambino che cresce aggiusta pian piano i propri circuiti neuronali e impara infine semplici regole e relazioni causa-effetto che regolano l'ambiente in cui vive, per esempio per muoversi correttamente all'interno di esso", spiega Antonello Pasini, ricercatore dell'Iia-Cnr e primo autore della ricerca. "Come questo bimbo, il modello di cervello artificiale che abbiamo sviluppato ha studiato i dati climatici disponibili e ha trovato le relazioni tra i fattori naturali o umani e i cambiamenti del clima, in particolare quelli della temperatura globale".

Finora, l'individuazione delle cause del riscaldamento del pianeta è studiata quasi esclusivamente mediante modelli climatici globali che utilizzano la nostra conoscenza fisica del funzionamento dell'atmosfera, dell'oceano e delle altre parti che compongono il sistema clima. "Tutti questi modelli attribuiscono alle azioni umane, in particolare all'emissione di gas serra come l'anidride carbonica, l'aumento delle temperature nell'ultimo mezzo secolo, e questa uniformità di risultati non sorprende, poiché i modelli sono piuttosto simili tra loro. Un'analisi completamente diversa consentirebbe pertanto di capire meglio se e quanto questi risultati siano solidi", continua Pasini.

Questo è quanto hanno realizzato i ricercatori, con un modello che 'impara' esclusivamente dai dati osservati e non fa uso della nostra conoscenza fisica del clima. "In breve – evidenzia Pasini – le reti neurali da noi costruite confermano che la causa fondamentale del riscaldamento globale degli ultimi 50 anni è l'aumento di concentrazione dei gas serra, dovuto soprattutto alle nostre combustioni fossili e alla deforestazione. Ma il nostro modello permette di ottenere di più: ci dà informazioni sulle cause di tutte le variazioni di temperatura dell'ultimo secolo. Così, si vede che, mentre l'influsso solare non ha avuto alcun peso sulla tendenza all'aumento degli ultimi decenni, le sue variazioni hanno causato almeno una parte dell'incremento di temperatura cui si è assistito dal 1910 al 1945. La pausa nel riscaldamento registrata tra il 1945 e il 1975, invece, è dovuta all'effetto combinato di un ciclo naturale del clima visibile particolarmente nell'Atlantico e delle emissioni antropiche di particelle contenenti zolfo, a loro volta causa di cambiamenti nel ciclo naturale".

La ricerca chiarisce quindi nel dettaglio i ruoli umani e naturali sul clima. "E conferma la conclusione che i primi siano stati molto forti e influenti almeno a partire dal secondo dopoguerra", conclude Pasini. "Ma questa non è una notizia negativa, anzi: significa che possiamo agire per limitare le nostre emissioni ed evitare conseguenze peggiori anche in Italia, paese particolarmente vulnerabile dal punto di vista climatico-ambientale".


La scheda

Chi: Istituto sull'inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr)
Che cosa: A. Pasini, P. Racca, S. Amendola, G. Cartocci, C. Cassardo, Attribution of recent temperature behaviour reassessed by a neural-network method, Scientific Reports 7, 17681 (2017)



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