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mercoledì 20 settembre 2017

Cambiamento climatico, non tutto è perduto

Non tutto è perduto! Sembrerebbe essere questa la frase giusta per sintetizzare quanto emerso da uno studio britannico sul cambiamento climatico.

Dalle pagine della prestigiosa rivista "Nature Geoscience" è rimbalzata sulle principali testate giornalistiche del Regno Unito la notizia che le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici si possono evitare.



Dai dati emersi, sembra infatti che il nostro pianeta si stia surriscaldando più lentamente di quanto previsto dai modelli elaborati finora.

Secondo gli scienziati della University College London i calcoli effettuati fino ad oggi avrebbero sovrastimato l'impatto delle emissioni nell'atmosfera, aprendo di fatto uno spiraglio per il raggiungimento dell'obiettivo, non più impossibile, di limitare il surriscaldamento a 1,5 gradi al di sopra dei livelli pre-industriali.

Da segnalare la presenza di Michael Grubb nel team di studiosi, lo stesso Grubb che aveva disegnato un quadro decisamente meno ottimistico presentato al summit di Parigi.

martedì 19 settembre 2017

Firma l'appello "Per una Sardegna all'avanguardia della transizione energetica" lanciato dalle imprese del settore, insieme a Kyoto Club e ad altre associazioni ambientaliste

 Per una Sardegna all'avanguardia della transizione energetica. Un appello lanciato dalle imprese del settore, insieme a Kyoto Club e ad altre associazioni ambientaliste




Le imprese delle rinnovabili e dell'efficienza, insieme a Kyoto Club e ad altre associazioni ambientaliste, lanciano un appello per una Sardegna all'avanguardia della transizione energetica. Firma anche tu!



La Sardegna ha un enorme potenziale di fonti rinnovabili che potrebbe garantire il soddisfacimento del 100% della domanda elettrica entro il 2040 e la copertura dell'insieme dei consumi energetici entro il 2050. Una transizione che implica una rivisitazione innovativa non solo delle scelte energetiche, ma anche di quelle dei trasporti, dell'edilizia, dell'agricoltura e delle politiche industriali.
In quest'ottica, la scelta di procedere con la metanizzazione dell'isola, ribadita anche in un apposito capitolo della SEN 2017, non solo non è coerente con lo scenario di rapida decarbonizzazione necessario dopo l'Accordo sul clima di Parigi, ma implica investimenti che potrebbero diventare inutilizzabili. 

Sarebbe dunque opportuno adottare una diversa strategia in grado di garantire significative ricadute occupazionali ed economiche, alternativa a scelte passate ad alto impatto ambientale. Un risultato ottenibile concentrando sull'isola le risorse necessarie all'introduzione di soluzioni innovative sui diversi fronti, dalle politiche avanzate di efficienza energetica al governo smart della domanda (Demand Response), dalla generazione rinnovabile alla gestione dei sistemi di accumulo (sia elettrici che termochimici), dalla mobilità elettrica alla chimica verde. Tale sviluppo non precluderebbe peraltro un uso mirato del gas, che potrebbe includere la produzione di biometano e lo stoccaggio del metano ottenuto per sintesi dalle rinnovabili per gestire le fluttuazioni della produzione solare ed eolica.


La Sardegna, caratterizzata dall'impiego inquinante del carbone nella generazione elettrica e dall'esportazione di un terzo della sua produzione, dovrebbe immaginare un ridimensionamento dell'attuale potenza termoelettrica abbinato ad un passaggio all'alimentazione puntuale a gas entro il 2025.

La Sardegna potrebbe diventare così un punto di riferimento della transizione energetica europea, proprio come l'arcipelago delle Hawaii (di dimensioni e popolazione analoga alla nostra isola) lo è per le Americhe: il cinquantesimo Stato degli Usa conta infatti di soddisfare il 100% della domanda elettrica con le rinnovabili entro il 2040, passando dall'attuale 25% al 52% già nei prossimi cinque anni.

È interessante peraltro sottolineare come queste isole del Pacifico intendano evitare l'uso del metano proprio perché la realizzazione delle infrastrutture potrebbe rallentare la transizione energetica, generando un effetto lock-in dal quale risulterebbe estremamente complicato uscire.
Per quanto riguarda la generazione da rinnovabili, in Sardegna si parte già da una quota elevata, pari al 46% della domanda. Peraltro, gli elettrodotti che collegano l'isola con la Corsica e con la penisola rappresentano un elemento, non disponibile nelle Hawaii, che faciliterebbe la gestione di un'elevata quota solare ed eolica. Del resto, anche il Piano Energetico dell'isola sottolinea la possibilità di sviluppare 11 distretti energetici a "energia quasi zero".

Invece di spendere soldi per tecnologie sul carbone "pulito" che guardano al passato, andrebbero sperimentate soluzioni innovative, dall'eolico flottante off-shore al Power to Gas (combinazione della CO2 con l'idrogeno ottenuto per elettrolisi da solare ed eolico al fine di ottenere metano da utilizzare come stoccaggio stagionale).

L'isola, che già ospita una bioraffineria di riferimento sulla scena internazionale, potrebbe inoltre diventare anche l'alfiere italiano della mobilità elettrica.

Alla luce delle opportunità offerte dalla rapidissima evoluzione tecnologica, crediamo in una Sardegna avanguardia della transizione energetica europea, in grado di attrarre i capitali necessari valorizzando risorse e competenze locali, in un percorso che la porterebbe a diventare un modello replicabile di "Smart Island".

Tra i primi firmatari dell'appello:
Francesco Ferrante, Kyoto Club
Agostino Re Rebaudengo, Asja
Gianni Silvestrini, QualEnergia
Gianluigi Angelantoni, Anest
GB Zorzoli, Coordinamento FREE
Maria Grazia Midulla, WWF Italia
Giuseppe Onufrio, Greenpeace
Edoardo Zanchini, Legambiente 


Firma anche tu!
www.change.org/p/carlo-calenda-per-una-sardegna-all-avanguardia-della-transizione-energetica

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sabato 16 settembre 2017

BDO Italia: nasce la Divisione Sustainable Innovation, guidata da Carlo Luison


 
L’offerta di BDO Italia, branch nazionale del network globale di revisione contabile e consulenza aziendale, si arricchisce di un nuovo team di professionisti specializzati in sostenibilità, come risposta alla crescente domanda di integrazione ed equilibrio tra il profitto economico e gli impatti sociali ed ambientali. La nuova Divisione Sustainable Innovation intende rispondere alle concrete esigenze delle imprese e delle altre organizzazioni attraverso soluzioni innovative per il benessere della persona e dell’ambiente e la creazione di valore sostenibile.

Per guidare questa nuova unit, BDO Italia sceglie Carlo Luison, professionista pioniere nella consulenza in materia di corporate responsibility e sostenibilità. Esperto in materia di integrated reporting e impact assessment, a partire dagli anni ’90 ha avuto modo di collaborare allo sviluppo di numerose business line presso le più importanti società di servizi professionali al mondo. Classe 1974, padre di due figli, Carlo Luison vanta così un’esperienza ventennale nel settore. Dopo il conseguimento del dottorato in Economia e Strategia di Impresa presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha sviluppato le sue competenze lavorando per compagnie multinazionali e imprese leader nel mondo, ricoprendo poi il ruolo di Managing Director della società REvalue S.r.l., acquisita nel 2012 dal network Deloitte.

Con l’ingresso del nuovo Sustainable Innovation Leader e l’organizzazione di un team esperto e dedicato, anche BDO Italia potrà contare su una divisione nazionale specializzata in materia di sostenibilità, rafforzando e sviluppando ulteriormente un’offering in cui l’expertise internazionale di BDO è in forte crescita.

La creazione della nuova unit coincide con un momento particolarmente delicato per le organizzazioni del nostro Paese, che dovranno rapidamente adeguarsi al nuovo Decreto Legislativo 254/2016 che recepisce la Direttiva Europea sulle non financial information e all’importante riforma del terzo settore. Queste normative prevedono una forte evoluzione e uno sviluppo professionale nella prassi di rendicontazione non finanziaria, non solo per misurare la capacità della singola azienda di creare valore, ma anche per valutarne gli impatti sociali e ambientali.

“La sostenibilità è un concetto che sta entrando prepotentemente nella nostra vita quotidiana, che si traduce in stile di consumo e che ha addirittura varcato, come sappiamo, i confini del mondo economico-finanziario, diventando fattore discriminante nell’allocazione dei capitali - ha commentato Simone Del Bianco, Managing Partner BDO Italia. – Siamo dunque lieti e orgogliosi di dare vita nella nostra società a un nuovo servizio di eccellenza che, ne siamo certi, saprà portare un valore aggiunto impagabile a tutti i nostri clienti.”

“Occuparsi di corporate responsibility nel settore privato significa oggi supportare strategicamente tutte le organizzazioni a innovare i modelli di business e a sviluppare risposte concrete, sempre più innovative, per creare valore condiviso seguendo le logiche dell’economia circolare e della sharing economy - ha dichiarato il nuovo Sustainable Innovation Leader di BDO Italia, Carlo Luison. - Sono entusiasta di poterlo fare alla guida della nuova Divisione Sustainable Innovation di BDO Italia: il nostro team saprà dare un contributo concreto alla crescita di sistemi economici più sostenibili nel nostro Paese e, allo stesso tempo, anche allo sviluppo di queste competenze nel network BDO.”


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BDO è tra i principali network internazionali di revisione e consulenza aziendale con circa 67.000 professionisti altamente qualificati in più di 158 paesi. In Italia BDO è presente con oltre 700 professionisti e 20 uffici, una struttura integrata e capillare che garantisce la copertura del territorio nazionale.

Stampare in modo ecologico: Onlineprinters ottiene il marchio Imprim’Vert


La produzione di stampati ecologici è certificata
Dopo avere acquisito la certificazione ambientale, la stamperia online Onlineprinters è stata insignita del marchio Imprim’Vert (traduzione: “stampa verde”). L’azienda ha dimostrato che l’intera filiera è strutturata in modo ecocompatibile, dagli acquisti alla produzione, dalla gestione energetica alla sensibilizzazione dei collaboratori. 

“La certificazione va a vantaggio dei nostri clienti in tutta Europa. Abbiamo colto l’opportunità per rendere ancora più rispettosa dell’ambiente la nostra produzione, già ampiamente orientata alla sostenibilità e alla salvaguardia delle risorse”, spiega il dott. Michael Fries, CEO di Onlineprinters, commentando l’avvenimento.

Imprim’Vert: i criteri del marchio ambientale
Il marchio viene concesso da un consiglio composto da rappresentanti di ordini, autorità e associazioni. Per ottenere la certificazione è necessario soddisfare cinque criteri: smaltimento dei rifiuti pericolosi conforme alle normative, stoccaggio sicuro di liquidi contenenti sostanze contaminanti, rinuncia all’utilizzo di sostanze tossiche, controllo del consumo energetico e sensibilizzazione di collaboratori e clienti al risparmio delle risorse.

Sostenibilità come parte integrante del modello aziendale
“La certificazione ci ha stimolato a ottimizzare ulteriormente alcuni aspetti. Parallelamente, tutela ambientale e sostenibilità sono da sempre aspetti importanti per Onlineprinters e per il modello aziendale della stampa online”, continua il dott. Michael Fries, facendo riferimento, tra l’altro, all’utilizzo di tecnologie che producono un minor quantitativo di carta da macero (errori di stampa/spreco di carta), di carta proveniente da foreste sostenibili e spedizioni a impatto neutro sul clima. 

Benoît Moreau, consulente ambientale che ha valutato la sede produttiva di Onlineprinters in qualità di auditor autorizzato da Imprim’Vert, dichiara: “Onlineprinters ha già individuato soluzioni ecologiche in molti settori”. Ad esempio, il raggruppamento di più ordini nelle cosiddette stampe combinate evita la produzione di carta da macero. L’alimentazione centralizzata dell’inchiostro consente un enorme risparmio dei materiali da imballaggio, le lastre di stampa vengono riciclate e il centro di elaborazione del negozio online viene gestito a impatto neutro sul clima.

Stampa sostenibile sempre più importante per i clienti
Onlineprinters è impegnata a trovare soluzioni ecocompatibili e sostenibili in tutti i processi aziendali. Ad esempio, la stamperia esegue tutte le spedizioni in modo sostanzialmente innocuo per l’ambiente, senza alcun sovrapprezzo. 

Inoltre, dal 2013 Onlineprinters offre la possibilità di eseguire anche gli ordini di stampa a impatto neutro sul clima. Finora i clienti ne hanno approfittato per un totale di 200.000 ordini, che equivale a quasi 3.900 voli da Francoforte a New York in classe economy. Con questi fondi vengono finanziati diversi progetti internazionali per la tutela dell’ambiente.

Informazioni su Onlineprinters
Il gruppo Onlineprinters è una delle principali stamperie online d’Europa. All’insegna del motto “Semplice ordinazione online delle stampe”, l’azienda vende i suoi prodotti a 700.000 clienti in 30 paesi europei attraverso 17 negozi online. La società è nota a livello internazionale con il nome commerciale di Onlineprinters e in Germania con diedruckerei.de. Il gruppo aziendale annovera anche Solopress, stamperia online leader di mercato nel Regno Unito. 

La gamma di prodotti include 1.500 articoli tra biglietti da visita, carta da lettera, volantini, cataloghi, riviste con punti metallici e sistemi pubblicitari di grande formato. Onlineprinters produce articoli personalizzati su scala industriale: grazie al commercio online, la produzione con l’ausilio dell’IT e la “stampa combinata”, l’azienda prosegue il suo cammino di successo. Con questo sistema di stampa combinata, infine, è possibile coordinare la produzione di più ordini, riducendo così i costi e salvaguardando al contempo l’ambiente. Il gruppo Onlineprinters impiega complessivamente più di 900 dipendenti e l’anno scorso ha prodotto oltre 2,5 miliardi di stampe.

Informazioni su Imprim’Vert
Dietro al marchio “Imprim’Vert” si cela una rete di 200 responsabili ambientali, fondata nel 1998 dalla Camera di Commercio della regione di Loir-et-Cher (Francia). Dal 2007 P2I (Printing Innovative Pole) è titolare del marchio e si occupa della sua gestione a livello nazionale e internazionale. A tutt’oggi sono certificate con il marchio Imprim’Vert oltre 2.200 stamperie in Francia e nell’Unione Europea.


Contributo video “Uno sguardo dietro le quinte di Onlineprinters”
http://bit.ly/onlineprinters-it-video

giovedì 7 settembre 2017

Sostenibilità: Terna è la prima azienda Italiana nel settore elettrico


·      La Società si conferma per il 9° anno consecutivo nell’Indice Dow Jones Sustainability
·      Ottenuto il punteggio massimo per le performance ambientali specifiche del settore trasmissione


Roma, 7 settembre 2017 - Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, è la prima azienda italiana del settore Electric Utilities secondo le valutazioni di RobecoSAM, che seleziona le migliori aziende mondiali nel campo della sostenibilità per l’inclusione nell’’indice Dow Jones Sustainability. I risultati della review annuale confermano Terna per il 9° anno consecutivo nel prestigioso Dow Jones Sustainability Index World. Rispetto all’anno scorso, Terna ha ulteriormente migliorato il suo posizionamento nell’Indice passando, con 89 punti, dal quinto al quarto posto (su 64 aziende valutate), grazie ai progressi ottenuti in alcuni importanti parametri di sostenibilità. Il risultato è particolarmente significativo, poiché sono solo 7 le aziende italiane confermate nell’indice, che individua con la massima autorevolezza i 320 campioni mondiali di Sostenibilità tra oltre 2500 grandi società mondiali.

L’inclusione di Terna nel Dow Jones Sustainability Index anche per quest’anno conferma la Sostenibilità come aspetto determinante nella creazione di valore per i nostri stakeholders - ha commentato l’Amministratore Delegato di Terna, Luigi Ferraris. Riteniamo che proprio la Sostenibilità sia fondamentale per coniugare gli obiettivi di minimo impatto ambientale e riduzione dei costi per il sistema come elementi chiave dei nostri investimenti per il Paese”.

Significativo il livello raggiunto nella dimensione ambientale (95/100), grazie alla strategia di contrasto del cambiamento climatico, alla completezza dei sistemi di gestione ambientale e di tutela della biodiversità e a specifici indicatori ambientali della trasmissione elettrica. Rilevante, infine, il punteggio, tra i più alti del comparto, nel nuovo criterio Human Rights, ottenuto grazie all’attenzione per i diritti umani, che nel febbraio scorso è valsa alla società il primato italiano tra 3000 aziende al mondo nella classifica dell’agenzia Vigeo-Eiris.

L’agenzia RobecoSAM ha valutato, come di consueto, le performance di sostenibilità delle imprese a maggiore capitalizzazione, analizzando nel dettaglio i sistemi aziendali di governo dei rischi e delle opportunità legate agli impatti sociali e ambientali delle aziende.

Oltre alla presenza nel DJSI, Terna è inclusa negli indici internazionali di sostenibilità Euronext (World, Europe e Eurozone), FTSE4Good (Global e Europe), STOXX® ESG (Global, Environmental, Social e Governance), STOXX® Low Carbon, ECPI, ESI (Ethibel Sustainability Index, MSCI, United Nations Global Compact (“GC100”) e negli indici italiani FTSE ECPI Italia SRI Benchmark e Italia SRI Leaders, elaborati a partire dalle sole società quotate alla Borsa Italiana.

Rating A+ per TH Real Estate dal "Principles for Responsible Investment"

Rating A+ per TH Real Estate per il secondo anno consecutivo dal "Principles for Responsible Investment"

"Principles for Responsible Investment" (PRI) è il più importante network internazionale per l'investimento responsabile promosso dalle Nazioni Unit.
 
 
7  Settembre 2017 - TH Real Estate ha ricevuto per il secondo anno consecutivo Rating A+ dal network di investitori "Principles for Responsible Investment". La valutazione, che ha riguardato oltre 1.000 società partecipanti, incluse tutte le maggiori società di gestione internazionali, è basata su due elementi: strategia e governance (per tutte le società) e investimenti immobiliari (specifico per gli operatori del settore real estate). TH Real Estate è stata valutata rispettivamente con A+ e A in queste categorie.

Abigail Dean, Responsabile della Sostenibilità per TH Real Estate, ha commentato: "Siamo orgogliosi di aver ricevuto la massima valutazione dal network Principles for Responsible Investment per il secondo anno consecutivo. Alla base dell'approccio di TH Real Estate c'è una profonda consapevolezza del compito, affidatoci dai nostri clienti, di identificare e gestire gli aspetti che potrebbero avere un impatto sulle future performance degli investimenti. Questa visione è sostenuta da un approccio che noi chiamiamo "Tomorrow's World" , che punta a rendere "a prova di futuro" gli asset di oggi e a identificare i più promettenti per il domani".

Questi risultati vanno ad aggiungersi ad altri numerosi riconoscimenti che hanno già premiato l'approccio Tomorrow's World di TH Real Estate: per esempio nel 2016 la Società ha ricevuto 10 Green Stars nell'ambito del Global Real Estate Sustainability Benchmark (GRESB) e nel 2017 è stata nominata EPA ENERGY STAR Partner dell'Anno – Sustained Excellence Award dall'Agenzia di Protezione Ambientale americana per il decimo anno consecutivo.

Tomorrow's World di TH Real Estate ha anche l'ambizioso obiettivo di ridurre del 30% l'impatto energetico dei 133 milioni di metri quadrati del portafoglio globale del Gruppo entro il 2030.


TH Real Estate

TH Real Estate, divisione di Nuveen (la società di investimenti di TIAA), è una delle più grandi società al mondo attiva nella gestione del patrimonio immobiliare con circa $103 miliardi di AUM. La società ha in gestione una suite di circa 80 fondi e mandati che comprendono titoli di debito e azioni, che coprono diverse aree geografiche, segmenti, stili di investimento e tipologie di veicolo, in grado di garantire ai clienti l'accesso a ogni tipologia di investimento nel real estate. 

Con oltre 80 anni di esperienza nel settore degli investimenti e oltre 530 professionisti in 22 sedi negli Stati Uniti, in Europa e nell'area Asia-Pacifico, la piattaforma offre una forte expertise locale abbinata ad un'articolata prospettiva globale. 

Le strategie di investimento, di asset management e corporate di TH Real Estate sono definite in base ad un'attenta analisi dei trend strutturali che daranno forma al futuro del real estate e degli investimenti responsabili al di là dei cicli di mercato. La strategia 'Il mondo di domani' è al centro del nostro processo di investimento e delle nostre attività, e definisce la nostra visione di lungo termine degli investimenti real estate per generare benefici duraturi per i clienti e per la Società. 




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mercoledì 30 agosto 2017

Le qualità del vetro messe in musica per incoraggiare i Millennials a riciclare il vetro


La campagna social di Friends of Glass, Endless Chorus, con le ‘bottiglie cantanti’  vede la partecipazione del rapper inglese Doc Brown e della band danese The Bottle Boys .
Roma, 30 Agosto 2017  - Le qualità del vetro vengono “messe in musica” sulle note di hits internazionali e con le voci della band danese The Bottle Boys in collaborazione con uno dei rapper e comici inglesi più famosi, Ben Bailey Smith - alias Doc Brown.  La community europea Friends of Glass ha lanciato infatti la campagna ‘Endless Chorus’ per condividere la storia della riciclabilità e della sostenibilità del vetro in maniera avvincente, istruttiva ed ironica, e incoraggiando, allo stesso tempo, i millennials a riciclare.
‘Endless Chorus’ vede la partecipazione di note celebrità che, in un bar, animano una bottiglia di vetro che canta con i clienti, con lo scopo di dare enfasi alle particolari qualità ambientali del packaging in vetro. Il vetro infatti ha infinite vite e può essere riciclato all’infinito in nuove bottiglie e barattoli. Questo vuol dire nessuno spreco, minore quantità di materie prime ed energia utilizzate e meno inquinamento. Il vetro rappresenta anche la miglior scelta per la salute dei consumatori e per la conservazione del gusto di alimenti e bevande.
I cantanti ripropongono una serie di cover iconiche di hit musicali degli ultimi 100 anni (dal 1910 agli anni 2000). Gli artisti hanno riportato in vita i brani più cari di Louis Armstrong, Fats Domino, Petula Clark, Kool & the Gang, Peter Bjorn and John, realizzando un mashup che racconta le diverse vite del vetro ed i suoi benefici dal punto di vista della sostenibilità. Le vite infinite del vetro irrompono nel bar quando le “bottiglie cantanti” colgono di sorpresa i clienti e chiedono loro di unirsi al revival musicale che attraversa i decenni.
La campagna ‘Endless Chorus’ è parte di un più ampio programma di comunicazione per dare visibilità ai vantaggi del vetro, partendo da un recente studio InSites condotto su scala europea, commissionato da Friends of Glass. La ricerca ha rivelato che, sebbene nel complesso l’85% degli europei raccomanderebbe il vetro come packaging ad amici e familiari, i millennials sono meno consapevoli dei vantaggi derivanti dall’imballaggio in vetro.
Le bottiglie parlanti, create da Illustrious, una società inglese di tecnologia del suono guidata da Martyn Ware, che ha fatto parte della band Heaven 17, sono al 100% in vetro e dispongono di una base stampata in 3D dotata di tecnologia Bluetooth per catturare il suono nell’ambiente circostante.
Il video è stato registrato in un bar di Bruxelles, in Belgio, frequentato da studenti internazionali.  

Per vedere il contenuto del video ‘Endless Chorus’, è possibile cliccare sul seguente link:
http://bit.ly/2gn5XJr
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